Ampliamento

Si ha ampliamento del nucleo familiare nei casi di:

 1.      matrimonio dell’assegnatario;

2.      convivenza more uxorio dell’assegnatario da almeno due anni, da dimostrare nelle forme di legge ed a seguito di accertamenti effettuati dall’Ufficio Ispettivo dell’Azienda,

3.      accrescimento della prole a seguito di nascita, riconoscimento o adozione;

4.      affidamento di minori;

5.      rientro di figli, già componenti il nucleo familiare dell’assegnatario, a seguito di separazione  consensuale omologata dal giudice competente.

 Cosa fare:

al determinarsi di una delle condizioni indicate in elenco, l’assegnatario deve comunicare immediatamente la nuova situazione all’Ater chiedendo di conseguenza l’ampliamento del nucleo familiare tramite la compilazione di apposito modello scaricabile dal sito. L’Ater, dopo accertamenti e verifiche, invia una formale comunicazione sull’esito delle stesse all’interessato. Qualora nel corso dei controlli emergano dichiarazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetto ai fini dell’eventuale subentro nell’assegnazione.

Inoltre, se il nucleo costituitosi per uno dei motivi indicati perde uno o più requisiti per l’assegnazione (ad es. perché il nuovo entrato possiede un reddito al di sopra del limite consentito), oppure non è rispettato lo standard abitativo regionale, l’assegnatario incorre nella decadenza dall’assegnazione e l’Ater non provvederà ad autorizzazione alcuna nel caso la richiesta di ampliamento dovesse causare situazione di sovraffollamento.

L’ampliamento stabile del nucleo familiare, così come previsto dall’art. 16 della L.R.96/96 è ammissibile oltre che nei confronti di persone legate all’assegnatario da vincoli di coniugio o di convivenza more uxorio, di parentela ed affinità, anche nei confronti di persone prive di vincoli di parentela o di affinità, qualora siano, nell’uno o nell’altro caso, riscontrabili le finalità di costituzione di una stabile e duratura convivenza con il carattere della mutua solidarietà ed assistenza economica ed affettiva.

Salvo  il caso di separazione o scioglimento matrimonio, l’ampliamento stabile del nucleo familiare istituisce per il nuovo componente autorizzato il diritto al subentro con relativa applicazione della normativa di gestione solo nel caso in cui la convivenza persiste da almeno due anni al momento del decesso dell’assegnatario.