Determinazione del canone

Il canone è determinato in base ad elementi oggettivi, che attengono alla tipologia e alle caratteristiche dell’alloggio, così come indicate nella legge regionale n.96/96 e nella legge n. 392 del 1978 (equo canone), quali la superficie convenzionale, la categoria catastale, la classe demografica del Comune e il luogo nel quale è ubicato, il livello di piano, lo stato di conservazione dell’alloggio, e dalle caratteristiche soggettive del nucleo familiare dell’assegnatario.

Queste riguardano il numero dei componenti la famiglia; il numero dei figli minori a carico; la presenza o meno di un familiare affetto da menomazioni di qualsiasi genere che comportino una diminuzione permanente della capacità lavorativa pari al 100% certificata dalla competente ASL; il reddito complessivo prodotto dal nucleo familiare. Tra le fonti di reddito vengono considerate i redditi da: lavoro dipendente; pensione, trattamento di cassa integrazione, indennità di mobilità, trattamento di disoccupazione,  sussidi assistenziali, assegni di mantenimento del coniuge separato o divorziato, fabbricati e terreni, lavoro autonomo e di impresa, altri redditi. Nel computo del reddito complessivo sono escluse le indennità una tantum percepite a titolo di risarcimento per danni fisici, nonché le indennità di accompagnamento per i portatori di handicap.

Nella determinazione del reddito complessivo del nucleo familiare non si considerano i redditi da lavoro prodotto da figli maggiorenni facenti parte del nucleo familiare dell’assegnatario e che non si riproducono in modo continuativo per oltre due anni.